E' più di un secolo che la luce della lanterna taglia il buio delle sale cinematografiche, più di un secolo che il cinema soddisfa il desiderio collettivo di riproduzione magica e affascinante di mondi visibili e invisibili, reali e fantastici.
Non crediamo che possa mai esistere una tecnologia capace di restituire le emozioni che si provano in una sala buia; poco importa se intorno a noi ci sono centinaia di estranei o non ci sia nessuno: noi, gli altri e anche gli altri che non ci sono, siamo lì , tutti uniti, alla ricerca di sensazioni, di emozioni. Il nostro livello emozionale per essere positivamente stimolato richiede che tutti i nostri sensi siano soddisfatti: percezione acustica e visiva devono raccogliere tutto ciò che narra e mostra lo schermo, il tutto accompagnato da una rilassante e tranquilla comodità e da un gradevole benessere ambientale.
Sono questi gli stimoli che hanno tracciato la strada per la trasformazione del Cinema Moderno in multisala, obiettivi che hanno guidato da una parte la proprietà e dall'altra il progettista conducendoli ad un risultato che dopo 15 mesi di intenso lavoro si è materializzato, in un clima di grande curiosità e aspettativa da parte di tutta la città .
È proprio sulle ore, sul tempo che passa che la Multisala si è maggiormente caratterizzata: nell'atrio antistante la biglietteria, sotto un piano di cristallo dello spessore di 40 mm è stato collocato un orologio da campanile del diametro di 195 cm, realizzato dalla ditta Trebino di Uscio, famosa in tutto il mondo. Un utilizzo e una collocazione particolare e unica, non solo per le dimensioni, di un oggetto di grande prestigio e valore che suscita continua attenzione e grande curiosità.
Un orologio sul quale gli spettatori passano con rispetto, entrando nel cinema, oltrepassano con piacere la soglia del tempo, entrano nelle sale e si muovono tra il passato e il futuro, cercando talvolta di allontanarsi o di sfuggire per qualche ora dalle ansie del presente. Accanto all'aspetto evocativo dell'orologio si affianca anche quello delle frasi incise sulla porta a vetro della biglietteria, brani di poesia o citazioni che scaldano l'anima tecnologica di tutta la multisala.
|
|